Cosa sono i “terzi posti” e perchè dovresti cercare il tuo

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Quando ho letto per la prima volta della teoria dei “terzi posti” mi si è aperto un mondo. Si tratta della teoria secondo la quale la casa è il tuo “primo posto” e il lavoro è il tuo “secondo posto”, ma ognuno di noi ha anche un “terzo posto” ovvero un luogo informale di incontro e condivisione. Potrebbe essere un bar o un pub in cui ti senti particolarmente a tuo agio, come il Central Perk di Friends o il McLaren’s pub di How I met you mother, potrebbe essere la tua palestra o il parco vicino casa. La teoria è stata formulata per la prima volta dal sociologo Ray Oldenburg nel libro The Great Good Place (1989). Caffetterie, biblioteche, coworking e centri comunitari sono esempi emblematici di “third places” che promuovono coesione sociale, creatività e benessere. Dopo aver letto questa definizione mi sono immediatamente interrogata su quali fossero i miei terzi luoghi e su quale fosse il ruolo degli architetti nel progettare questi spazi.

Indice

I miei terzi posti all’estero e in Puglia
Il ruolo dei “third places” nella società contemporanea
Esempi di “third places” in Puglia
Il futuro dei “terzi luoghi”

1. I miei terzi posti all’estero e in Puglia

Per una persona che ha vissuto in tante città diverse e si è trasferita molte volte, saper individuare un terzo posto è una competenza molto importante. Se devo ripensare alle città in cui ho vissuto direi che a Parigi il mio terzo posto era una piccola creperia nel Marais, gestita da un simpaticissimo signore algerino con cui ho fatto innumerevoli chiacchierate, coinvolgendo di volta in volta i clienti presenti. A Phnom Penh il mio terzo posto era un bar chiamato Teddy’s, gestito da un amico di un’amica, luogo di inizio e di fine di tutte le nostre uscite. A Venezia erano gli scalini del ponte di Campo Santa Margherita.

Da quando sono tornata in Puglia il mio terzo posto è un bar che si trova letterlamente a due passi dall’ingresso di casa mia, ha aperto poco dopo che mi ero trasferita nel quartiere e ho subito fatto amicizia con i proprietari. E’ il posto in cui passo a prendere una pizza al volo quando torno dalla palestra e non voglio cucinare, dove sono andata quando mi sono chiusa fuori di casa e dovevo aspettare che una coinquilina tornasse ad aprirmi, dove ho festeggiato il mio compleanno.

2. Il ruolo dei “third places” nella società contemporanea

Ma perchè i “third places” sono così importanti ? Il sociologo Ray Oldenburg, che ha coniato il termine, descrive questi spazi come ambienti accoglienti, accessibili e informali, essenziali per la vitalità delle comunità poichè permettono alle persone di incontrarsi, condividere idee e sviluppare nuove connessioni.

In un’epoca in cui tantissime persone lavorano da remoto, utilizzando solo il proprio computer, l’importanza di avere un terzo luogo si fa ancora più evidente. E’ per questo che negli ultimi anni abbiamo visto un crescente interesse per la creazione di spazi di coworking e una sempre maggiore richiesta di esperienze che permettano alle persone di connettersi tra loro al di fuori del mondo digitale.

Le città che riconoscono l’importanza di progettare e promuovere i “third places” sono quelle in cui è più semplice creare connessioni autentiche tra le persone e percepire un senso di appartenenza alla comunità.

3. Esempi di “third places” a Bari

Un esempio emblematico è la progettazione dei centri culturali e delle biblioteche come spazi sociali, dove la lettura e l’associazionismo si uniscono alla condivisione culturale. Inoltre nei centri urbani, le caffetterie stanno emergendo come spazi di ritrovo per freelance, studenti e creativi, offrendo ambienti stimolanti con design curato e connessione Wi-Fi gratuita.

A Bari mi vengono in mente luoghi come Spazio13 un centro culturale che sta adottando modelli di gestione innovativi, con aree per eventi, teatro, coworking e laboratori creativi. Caffè Portineria che organizza tantissimi eventi ed è recentemente diventato un Podcast cafè. Ma anche tanti luoghi pubblici da Parco due Giugno, a Parco Gargasole alla spiaggia di Pane e Pomodoro.


4. Il futuro dei “terzi luoghi”

I “third places” rappresentano il cuore pulsante delle comunità, riuscire a progettarli in maniera funzionale è una sfida delle amministrazioni locali e degli architetti. Dal design di biblioteche innovative a caffetterie e coworking, questi spazi stanno ridefinendo il concetto di aggregazione sociale. L’equilibrio tra funzionalità moderna e comunità è la chiave per creare ambienti che favoriscano il benessere e l’interazione tra le persone.

Qual è il tuo terzo luogo ? Se ti va puoi scrivermelo nei commenti !

Fonti
Oldenburg, R. (1999). The Great Good Place. Marlowe & Company. (Amazon)

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